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scheda bibliografica validata Scheda bibliografica certificata
Tipo: Testo a stampa, Monografia
Autore principale: Solinus, Caius Iulius (sec. III-IV d.C. circa ; Scrittore latino di geografia)scheda di autorità
Titolo: Delle cose marauigliose del mondo tradotto dall'illustriss. s. Gio. Vincenzo Belprato conte di Anuersa / Solino
Pubblicazione: Vinegia : Appresso Gabriel Giolito De' Ferrari, 1557
Descrizione fisica: 237, [3] p. ; 8°
Titolo uniforme: De mirabilibus mundi
Impronta: toa- iufu s-te egif (3) 1557 (R)
Note riferite all'edizione e alla storia bibliografica: A-P⁸. - Nome dell'autore in testa al frontespizio racchiuso in cornice architettonica xilografica. - Nel frontespizio marca xilografica controllata. - A carta Aiir e a carta Aiiir lettere di dedica. - Iniziali xilografiche figurate, istoriate e parlanti nel testo ; testatine e finalini xilografici ; a carta P7r registro ; a carta P7v marca tipografica controllata ; carta P8 bianca. - Carattere corsivo ; romano.
Note riferite alla pubblicazione, alla distribuzione, etc.: Gabriele Giolito de Ferrari, nato intorno al primo decennio del XVI secolo a Trino nel Vercellese, si trasferì a Venezia nel 1523 dove il padre Giovanni gli affidò la gestione dell'officina tipografica. Conservò la marca, la fenice che risorge dalle fiamme, con la sola sostituzione delle proprie iniziali a quelle del padre, ma in italiano ("G. G. F."), e alternando vari motti: "De la mia morte eterna vita io vivo", "Semper eadem", "Vivo morte recepta". La dote che gli portò la moglie Lucrezia Bin fu utilizzata per potenziare la tipografia, provvedendola di caratteri nuovi, fregi e iniziali figurate; l'officina divenne in questo modo una delle più provviste di Venezia e una delle più apprezzate per novità e distinzione. La sua bottega a Venezia, la cosiddetta Libreria della Fenice, era anche luogo d'incontro per uomini di lettere. Aveva botteghe succursali a Napoli, a Bologna e a Ferrara. Manteneva inoltre intensi rapporti commerciali e corrispondenza con librai italiani e stranieri. Donava regolarmente esemplari con belle legature, tagli dorati e fogli in carta turchina ai grandi del suo tempo e ne era ricambiato. Da Carlo V ricevette un'opera d'arte raffigurante la fenice, oltre a un privilegio attestante antica nobiltà, confermatogli da Massimiliano II. Il Senato veneto gli conferì la cittadinanza. Ottenne anche delle cariche politiche notevoli. Giolito godette della lode indiscussa dei contemporanei: per esempio Torquato Tasso, in una lettera a Scipione Gonzaga del 15 ottobre 1584, gli conferisce, insieme con Aldo Manuzio, il primato fra i tipografi. Con le sue lettere parlanti diede inizio a una vera e propria voga tipografica tanto che vi trassero ispirazione incisori e stampatori per tutto il secolo, pur trattando anche altri argomenti, dalla religione agli aspetti della vita quotidiana, alla caccia, agli animali. Morì nel 1558.
Note riferite alla responsabilità  intellettuale: Giovanni Vincenzo Belprato eresse in Anversa (L'Aquila) un grande monumento sepolcrale a sua moglie Costanza morta improvvisamente e la cantò in sette cupi sonetti che Ludovico Dolce inserì in una raccolta di rime. Tali versi caratterizzano Belprato essenzialmente come "poeta coniugale" accanto a maggiori scrittori quali il Tarsia e il Rota. La sua attività letterarai più intensa copre gli anni dal 1549 al 1559. Dopo la traduzione dell'opera di Solino si ritirò dalla vita pubblica facendosi ordinare sacerdote dal vescovo di Sulmona Pompeo Zambeccari e lasciò la contea e le terre baronali al suo primogenito Bernardino.
Ludovico Dolce lavorò al servizio dei Giolito per i quali tradusse, commentò, plagiò opere antiche e moderne. Bembista nella lirica, scrisse rime, tragedie, poemetti mitologici e biblici, tradusse e imitò Virgilio, Ovidio, Catullo, Orazio, Cicerone, ecc. Si interessò, scrivendo opere al riguardo, delle polemiche sull'utilizzo della lingua volgare e sulla supremazia del colore o del disegno tessendo le lodi dell'artista Tiziano
Nota riferita alla copia catalogata: Nel verso della carta di guardia anteriore scritta a matita "Caio Giulio Solino III-IV secolo d.C.". - Nel frontespizio probabile nota di possesso manoscritta cancellata. In basso a destra timbro ellittico a inchiostro nero sbiadito riportante "Storia tecnica CNR Genova". - A carta P7 verso timbro rettangolare a inchiostro nero sbiadito riportante numero di inventario. A carta P8 recto varie scritte a matita.
Marche editoriali: Fenice su fiamme che si sprigionano da anfora recante le iniziali G.G.F. L'anfora è sorretta da due satiri alati. (Z535)scheda di autorità
Fenice, rivolta al sole, su fiamme che si sprigionano da globo alato recante le iniziali G.G.F. (U89)scheda di autorità
Responsabilità secondarie: Belprato, Giovanni Vincenzo (1549-1589 ; Conte d'Anversa) [Traduttore]scheda di autorità
Dolce, Lodovico (1508-1568 ; Poligrafo) [Curatore]scheda di autorità
Lingua della pubblicazione: Italiano
Paese di pubblicazione: Italia
Codice identificativo: IT/ItRC/00308414
data di importazione: 01-01-2014
data di aggiornamento: 26-03-2020
Monografia digitalizzata
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Chi possiede questo Libro antico
0011 Dettagli BibliotecaCNR - Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile (Genova) Biblioteca
Disponibilità: Biblioteca - collocazione: Zona Consultazione: Y.I.1
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